Archivio del marzo, 2009

mar 30 2009

Economia domestica: come risparmiare il 50 per cento sulla spesa.

Pubblicato daArchitetto in Blog Casa

 Ecco le regole da seguire

Risparmiare fino al 50 per cento sulla spesa per la tavola senza rinunciare alla qualità è possibile: è quanto afferma la Coldiretti che ha stilato una guida salva tasche attraverso il quale ogni può tagliare nettamente la spesa per gli alimentari.

Al riguardo è bene ricordare che in Italia la tavola è una componente determinante della spesa familiare che con 466 euro al mese per assorbe ben il 19 per cento delle risorse ed è seconda solo alle spese per l’abitazione.

La guida prevede utili consigli alla portata di tutti: recuperare gli avanzi della tavola, dedicare più tempo in cucina, riscoprire le ricette della nonna, acquistare in gruppo, scegliere prodotti locali e di stagione, tagliare le intermediazioni e coltivare un piccolo orto.

LA GUIDA

  • RECUPERARE CON GUSTO GLI AVANZI

Polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia, sono una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi In un momento di difficoltà economica sono in molti – sottolinea la Coldiretti – ad utilizzare la fantasia e il tempo libero per recuperare con gusto i cibi rimasti sulle tavole.

Una usanza molto diffusa che nel passato ha dato origine a piatti diventati simbolo della cultura enogastronomica del territorio come – precisa la Coldiretti – la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o al sud la frittata di pasta.

  • STOP AI PIATTI PRONTI

Cucinare in proprio secondo una analisi della Coldiretti consente di risparmiare fino a 5 volte rispetto al consumo di piatti pronti e soprattutto garantisce sulla qualità degli ingredienti che possono essere scelti con più cura.

  • LE RICETTE DELLA NONNA

Riscoprire le ricette della nonna, dai bolliti agli spezzatini, che utilizzano tagli della carne meno conosciuti che possono essere acquistati a prezzi estremamente convenienti senza rinunciare alla qualità.

Preparare in il pane, la pasta, le conserve, lo yogurt o le confetture oltre ad essere divertente e salutare aiuta – sostiene la Coldiretti – a risparmiare garantendosi la qualità degli ingredienti utilizzati. Una passione che sta coinvolgendo un numero crescente di italiani .

  • NON SPRECARE

Nonostante la crisi, circa il 10 per cento dei soldi spesi dagli italiani per l’acquisto di prodotti alimentari finisce nella spazzatura con una tendenza all’aumento.

Ad essere gettati nel bidone sono sopratutto – sostiene la Coldiretti – gli avanzi quotidiani della tavola ma anche prodotti scaduti o andati a male con frutta, verdura, pane, pasta, latticini e gli affettati che si classificano tra i prodotti più a rischio.

  • PRODOTTI LOCALI E DI STAGIONE

In Italia l’86 per cento delle merci viaggia su strada ed è stato stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 chilometri su camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla tavola e spesso ci vogliono più calorie in termini energetici per portare gli alimenti al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali.

All’impatto ambientale si aggiunge quello economico che fa lievitare i costi dei prodotti importati da lunghe distanze spesso fuori stagione come nel caso dell’uva cilena o delle ciliegie argentine.

Acquistare prodotti locali – sostiene la Coldiretti – garantisce inoltre una maggiore genuinità e freschezza.

  • PREFERIRE PRODOTTI SFUSI

Le confezioni incidono fino al 30 per cento sul prezzo industriale di vendita degli alimenti e pesano sulle tasche degli italiani spesso più del prodotto agricolo in esse contenuto.

Meglio allora comprare prodotti sfusi magari avvantaggiandosi dei distributori automatici che si stanno diffondendo nelle aziende agricole come quelli di latte fresco.

  • TAGLIARE LE INTERMEDIAZIONI

Secondo una analisi Coldiretti/Swg un italiano su due nello stesso anno ha acquistato almeno una volta direttamente dal produttore agricolo e tra le motivazioni di acquisto dell’indagine Swg/Coldiretti spicca infatti la genuinità (63 per cento) seguita dal gusto (39 per cento) e dal risparmio (28 per cento).

Sono oltre 60mila le aziende agricole dove è possibile acquistare direttamente alle quali si aggiungono ormai centinaia di mercati degli agricoltori (www.campagnamica.it).

La vendita diretta del produttore è la forma di distribuzione commerciale che ha registrato la maggiore crescita nel 2008 battendo nell’alimentare negozi, hard discount e ipermercati, grazie ad un incremento dell’ 8 per cento del valore delle vendite per un totale stimato in 2,7 miliardi di Euro.

  • UN PICCOLO ORTO

Quasi quattro italiani su dieci (37 per cento) dedicano parte del tempo libero al giardinaggio e alla cura dell’orto, come misura antistress, per passione, per gratificazione personale o anche solo per risparmiare, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sulle attività del tempo libero pubblicati nel 2008 che fotografano un crescente interesse per la cura del verde.

Una opportunità disponibile non solo per chi dispone di spazi all’aria aperta ma – precisa la Coldiretti – anche di semplici terrazzi grazie all’offerta di piante di varietà adatte alla coltivazione in vaso.

Non solo dunque piante, fiori, basilico, rosmarino e mentuccia, ma anche pomodori, zucchine e lattuga disponibili nei vivai.

(Fonte: Coldiretti)

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mar 26 2009

Agire contro il proprietario o contro l’inquilino?

In caso di omesso versamento degli oneri condominiali, l’amministratore ha facoltà di agire giudizialmente nei soli confronti dell’effettivo proprietario dell’unità immobiliare, senza pertanto poter svolgere domande di condanna nè nei confronti del conduttore (detentore dell’abitazione in forza di un contratto di locazione), nè dell’eventuale comodatario.

Lo ho ribadito la Corte di Cassazione con sentenza del 24 giugno 2008 (in linea con altre precedenti), la quale ha precisato che il principio di “apparenza del diritto” – in forza del quale, ricorrendone i presupposti, è tutelato chi in buona fede crede che ad una circostanza di fatto (tizio occupa l’immobile) corrisponda una data situazione di diritto (tizio è proprietario di quell’immobile) - non può applicarsi nei rapporti fra condominio e “apparente” condomino.

In virtù di tale pronuncia (e di altre analoghe), vedrebbe respinte le proprie domande l’amministratore che agisse in giudizio per il recupero degli oneri condominiali citando, anzichè  il vero proprietario, chi apparisse come tale (per esempio, il comodatario o il conduttore).

Questo perchè, come detto, l’apparenza del diritto è un principio a difesa di soggetti terzi, mentre il condominio, che è ente di gestione della cosa comune, non è terzo, bensì parte di un rapporto con i condomini, i cui nomi l’amministratore deve dunque conoscere.

Ciò, naturalmente, non esclude che i pagamenti eseguiti dall’inquilino siano perfettamente validi, atteso che esigenze di celerità, praticità e funzionalità (uniti, peraltro, ad altre argomentazioni di natura prettamente giuridica) ne giustificano e legittimano l’intervento. Il problema, dunque, si pone solo in caso di morosità e conseguente necessità di rivolgersi al giudice. In tal caso, come detto, la domanda di pagamento degli oneri condominiali potrà riguardare il solo proprietario, non già chi detiene l’immobile per contratto.

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mar 25 2009

Bando Casa giovani – Provincia di Cremona

Pubblicato daArchitetto in Blog Casa

CONTRIBUTI ALL’ACQUISTO DELLA PER I GIOVANI

La provincia di Cremona, emana bando per l’acquisto della prima da parte dei giovani, che prevede un contributo per abbattere il costo del . Le richieste dovranno essere presentate entro le ore 12 del 20 aprile 2009. Obiettivo è quello di favorire le che hanno bisogno di sostegno per l’acquisto della prima .

A coloro che ne avranno diritto sarà assegnato un contributo “una tantum” per l’acquisto di un immobile nel territorio della provincia di Cremona aventi un’età massima non superiore ai 40 anni alla scadenza del bando. 

Inoltre le potranno ottenere anche un agevolato da un tasso di interesse più basso grazie alla negoziazione collettiva che la Provincia effettuerà interpellando gli istituti di credito: il “monte ” complessivo permetterà ai singoli di ottenere condizioni di particolare favore rispetto alla negoziazione individuale;

- la possibilità di prevedere una garanzia da parte della Provincia per problemi imprevisti e imprevedibili dei beneficiari nel pagamento di una rata del .
Gli alloggi dovranno rientrare nella categoria A2, (abitazioni civili non di lusso) con un valore massimo di 200mila euro. Ulteriori 50mila euro sul valore dell’abitazione saranno valutati a discrezione della Commissione fino a un massimo totale di 250mila euro.

Il bando prevede una graduatoria realizzata in base a:

- componenti del nucleo familiare (singolo, coppie, nubendi, figli o adulti a carico, presenza di soggetti portatori di handicap ecc)

-reddito complessivo

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mar 19 2009

Crisi economica: Le banche non concedono i mutui

L’IRRESPONSABILITA’ DI CHI HA LE RESPONSABILITA’

Marzo 2009 – Stiamo cercando di uscire da uno stato di crisi economica molto forte, causato perlopiù dagli istituti di credito e banche che hanno agito con irresponsabilità per molti anni.

Tralasciando il discorso degli stipendi d’oro, a quanto sembra chi lavora male e fa fallire le imprese viene pure premiato, il principale problema riguarda l’atteggiamento oggi tenuto dagli stessi istituti di credito.

Abbiamo tastato il polso della situazione e monitorato l’andamento del mercato prestiti e , finanziamenti a imprese ecc. La situazione è tragica. Le banche ora non concedono più l’accesso al credito o lo limitano fortemente. Ormai quasi tutte hanno tolto la possibilità di accendere un al 100%.

Molte hanno messo tali restrizioni che chi 6 mesi fa poteva ottenere un con facilità grazie alle sue garanzie economiche, oggi si vede rifiutate le richieste. La crisi di liquidità da parte degli istituti è tale, che spesso, come oggi succede, le banche chiudono il reparto e ti negano l’accesso al credito per l’acquisto dell’immobile anche pochi giorni prima del rogito, dopo averte già detto di sì.

L’irresponsabilità è arrivata a livelli inaccettabili! Bene farebbe il governo ad agire di conseguenza e forzare le banche la facilitazione all’accesso al credito per famiglie, imprese e piccole aziende.

Facciamo una panoramica veloce delle condizioni bancarie per l’accesso all’ottenimento del e vediamo cos’è cambiato rispetto al 2008. Continua a leggere »

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mar 18 2009

Mutui Agevolati per le case del comune di Roma

Pubblicato daArchitetto in Blog Casa

Al via il piano previsto dal comune di Roma per dismettere il patrimonio ERP, fatto di case date alle famiglie bisognose. Grazie all’accordo con le banche, verranno concessi agevolati a chi occupa una del comune e potrà così diventarne proprietario.

Un utile aiuto per affrontare la crisi. La preoccupazione che però solleviamo riguarda tutto quel patrimonio di case occupate dai figli e parenti di gente un tempo in stato di bisogno (magari 40 anni fa) che oggi mantiene un canone di affitto così basso, che non ha mai visto conveniente l’acquisto.

Già perchè la legge prevede che i figli possano mantenere il diritto alla popolare fintanto che il reddito resta sotto i 50.000 euro. Alla faccia dello stato di bisogno! Ben pochi guadagnano cosi tanto, e nemmeno hanno una popolare.

Riteniamo pertanto che il provvedimento escluda dalla possibilità di acquisto “agevolato” chi non ha uno stato di bisogno, altrimenti si rischia di favorire chi “è già favorito e dal reddito e dal fatto di aver una popolare”

220 i milioni invece stanziati per l’ediliza popolare. Sarà data priorità a anziani famiglie numerose. Entro il 2012 sono previste altre 5/6 mila case nel comune di Roma. Chi le avrà?

Speriamo non i soliti noti

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mar 17 2009

Cagliari – Un aiuto ai nuovi nati e alla Casa

Pubblicato daArchitetto in Blog Casa

All’avvio il piano di sostegno alle Famiglie.

Come ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali, Anselmo Piras, “si tratta di interventi finalizzati, per i “bonus neonato”, ad alleviare i maggiori oneri delle famiglie con neonati; e per i “buoni ”, a favorire la permanenza in città delle .

 

I contributi, secondo ISEE, arrivano sino a un importo massimo di 400 euro al mese, che potranno essere utilizzati per pagare l’affitto per un anno.

 

La misura del contributo potrà essere aumentata del 10 per cento nel caso in cui il nuovo nucleo familiare prenda in affitto un alloggio nel centro storico.

“bonus neonato”, è prevista l’erogazione di contributi “una tantum” di 250 euro utilizzabili per la fornitura beni di prima necessità destinati alla cura dei neonati, da effettuarsi presso le farmacie cittadine e i negozi specializzati per la prima infanzia che aderiscono all’iniziativa.

Le richieste di contributi, per l’uno o per l’altro bonus dovranno essere presentate o spedite all’ufficio Protocollo Generale, in via Crispi 2, entro il 6 aprile 2009. Punto di riferimento è l’Assessorato alle Politiche sociali, al quale è possibile rivolgersi.

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mar 16 2009

Pordenone..sospende le rate del mutuo

Pubblicato daArchitetto in Blog Casa

I lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, o sono in crisi e non riescono a pagare le rate, hanno una via di uscita. Infatti ”La Provincia di Pordenone – hanno dichiarato il presidente della Provincia Alessandro Ciriani e il segretario generale Giovanni Blarasin – e’ la prima in Regione e la seconda in Italia ad adottare il provvedimento che permette la sospensione delle rate”.

Il protocollo di intesa è stato firmato con le banche e permette il blocco per un anno delle rate sulla prima per coloro che risiedono in Provincia di Pordenone da almeno 5 anni e che, a decorrere dall’ottobre 2008, hanno perso il posto di lavoro o sono in mobilita’, o in cassa integrazione (ordinaria o straordinaria), o abbiano dovuto cessare la propria attivita’. I beneficiari dovranno inoltre dimostrare un reddito annuo lordo inferiore ai 25 mila euro, riferito al 2007.

Il blocco del pagamento del non comporta alcun costo aggiuntivo in termini di interessi o more. Le rate sospese, inoltre, verranno recuperate in modo graduale negli anni successivi, senza che il lavoratore sia costretto a pagarle tutte e per intero l’anno successivo

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mar 11 2009

Il Tasso Variabile scende ma la rata no..no..no?

Il Tetto al ribasso, la fregatura è tra le righe del Contratto

Grazie a una nostra perspicace lettrice, portiamo all’attenzione di tutti quelli che hanno sottoscritto o stanno sottoscrivendo un a , una condizione contrattuale della quale occorre tener conto: il tetto al ribasso o “pavimento” o clausola “floor” (tanti inglesismi solo per trarre in inganno).

In molti contratti per la stipula del che prevede l’applicazione del , la banca può decidere di applicare il tetto al ribasso. In pratica stabilisce che al di sotto di un certo tasso complessivo (spread+euribor/bce) non si possa andare.

Questo significa che se i tassi, come avviene oggi si abbassano di molto, l’effetto positivo non si ripercuote sulle rate del nostro !  Se ci mettono come “pavimento” una percentuale pari al 3,50% e la somma del tasso attuale ad oggi + spread è inferiore (magari il 3,20%) a noi comunque spetta pagare il 3,50%!

Tale condizione contrattuale è assolutamente legale, ed è un vincolo posto dalla banca. L’unica operazione possibile per superare il problema è surrogare il su un’altra banca meno “vincolante”. Consigliamo, come suggerisce Stefania, di avvalersi di operatori intelligenti e banche trasparenti che segnalino tale condizione contrattuale.

La conoscenza è la prima arma di difesa per i consumatori, chiedete alla vostra banca o all’istituto finanziario, ogni dettaglio del contratto per verificare se vi è la clausola o meno e se verrà applicata al vostro contratto di .

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Un solo commento finora

mar 10 2009

Parma – Asili nido privati agevolati e equiparati

Il Comune di Parma ha stanziato 356.000 euro per consentire alle famiglie residenti con figli che frequenteranno scuole dell’infanzia private paritarie di pagare le stesse rette degli utenti che frequenteranno le scuole dell’infanzia comunali o statali.

Il bando per la richiesta delle agevolazioni ha aperto il 5 marzo.
Dalle parole di Giampaolo Lavagetto Assessore del Comune di Parma si evidenzia come ”
il Comune di Parma ritiene giusto offrire anche alle famiglie dei bambini che desiderano frequentare le scuole dell’infanzia paritarie gestite da enti privati la possibilità di accedere a tale servizio pagando le stesse rette degli utenti che frequentano le scuole comunali dell’infanzia e le scuole materne statali”.

La retta agevolata sarà assegnata fino a esaurimento fondi, secondo l’ordine di una graduatoria formulata in base alla condizione economica del nucleo familiare (ISEE o ISE) e sarà pagata dalla alla scuola prescelta.

Il Comune provvederà a versare la differenza direttamente alla scuola.
Per le famiglie numerose viene anche concessa sulla base dell’attestazione Isee, una ulteriore riduzione a seconda del numero dei figli.
Sarà possibile presentare le domande fino al 24 marzo. I moduli possono essere scaricati dal sito internet
www.servizi.comune.parma.it/servizieducativi.

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mar 09 2009

Finanziaria 2009 – Al via le modalità d’intervento per il tetto mutui al 4%

 E PER LE RATE GIA’ PAGATE?

Finalmente, dopo un ritardo di oltre 3 mesi, che per molte famiglie è consistito comunque in rate ancora alte (si ricorda che la maggior parte delle banche calcola la rata sulla media del tasso euribor del trimestre precedente), arriva il decreto attuativo del DL anticrisi. Parliamo del famoso decreto Tremonti che pone un tetto al 4% delle rate a , per tutto il 2009.

Il Decreto Tremonti, che va spiegato, prevede:
il tetto massimo del per i clienti delle banche per tutto il 2009 () al  4%.  Il che vuol dire che applicando qualsiasi tasso euribor sia in vigore, mettiamo 2,40% (come è oggi), maggiorato delle spese e dello spread previsto da qualsiasi contratto (mettiamo 1,20%) il suo può arrivare a un tasso finale ( il TAEG -quello che comprende anche eventuali spese, incasso rata ecc.) poniamo del 3,80%. Oggi questo la banca deve applicarle come tasso per conteggiare la sua rata.

Se tuttavia aumentano i tassi, salendo per es. al 4,50% (come era qualche mese fa) e sommiamo lo spread (1,20%) e costi accessori, possiamo arrivare a un tasso finale (TAEG) del 5,90%.
Anche in tal caso il tetto massimo applicabile dalla banca rimane il 4% per cui la differenza (1,90%) la pagherà lo stato nelle modalità previste.

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