Archivio del luglio, 2008

lug 25 2008

Straordinaria ultima lezione di vita di Randy Pausch – 208

 

STRAORDINARIA LEZIONE DI VITA

condannato a morte per un cancro al pancreas ci ha lasciato, nella splendida tradizione delle università americane, una commovente, ma non autocommiserante ultima lezione di sogno ed di amore per la vita.

I nostri giovani lettori, sono invitati a seguire l’ultima comunicazione, è di straordinaria compartecipazione e per chi spera in un futuro migliore.

Il link sottostante vi porta su youtube ed è sottotitolato in italiano.

 

http://it.youtube.com/watch?v=k-rEHMic2KY

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lug 25 2008

Una strategia nazionale per l’energia – 207

 

 

Una strategia nazionale per l’

Diversificazioni, nuove infrastrutture ed efficienza energetica sono le tre direttrici sulle quali il Governo intende intervenire a livello energetico. Lo ha dichiarato il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, in un video messaggio inviato all’assemblea annuale dell’Unione petrolifera.
Occorre diversificare – ha detto il Ministro – le aree di approvvigionamento di fonti di sviluppando nuove opzioni tecnologiche tra cui fonti rinnovabili, carbone pulito ed nucleare. Intendiamo promuovere, come seconda direttrice – ha aggiunto il ministro – la costruzione di infrastrutture ed accelerare l’ammodernamento del sistema energetico nazionale promuovendo la realizzazione di gassificatori e sistemi di stoccaggio per il gas naturale e potenziando le reti di trasporto e di interconnessione con gli altri Paesi.
Come terza direttrice – ha concluso Scajola – vogliamo rafforzare i programmi e gli strumenti per l’aumento dell’efficienza negli usi finali dell’. Con il Consiglio dei ministri di oggi si avvierà il percorso per varare, entro il 30 giugno 2009, una Strategia energetica nazionale, che sarà sottoposta a pubblica consultazione e dibattito attraverso una Conferenza nazionale sull’ e l’ambiente.
Parte integrante di questa Strategia è il ritorno alla produzione di nucleare.
 
Fonte: Ministero dello Sviluppo economico

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lug 23 2008

Anche i mezzi Tv e di stampa danno notizia del calo prezzi immobili – 206

Anche i mezzi Tv e di stampa registrano

lo sboom immobiliare

Sono oramai due anni che per tutti i segnali di crisi nelle vendite degli immobili, in tutto il mondo occidentale, apparivano chiari e netti.
Le bolle speculative avevano fatto i loro corso e nell’ordine erano scoppiati i segnali di crisi dei grandi player del mercato : le banche e le grandi società immobiliari.
Sì perché su un fronte di mercato frazionato in milioni di proprietari l’onda della crisi arriva molto tempo dopo.
I segnali della crisi erano più d’uno e tutti coerenti. In ordine casuale:
1.     La riduzione delle vendite immobiliari in USA, UK, Spagna; Irlanda erano drammatiche.
2.     La crisi dei sub prime in USA.
3.     L’inflazione in aumento per il rincaro dei prezzi in Europa e Usa, stranamente senza che i prezzi degli immobili aumentassero in maniera esponenziale di conseguenza. L’immobile è di norma il porto sicuro dove ormeggiare le proprietà in situazioni di crisi.
4.     Le difficoltà finanziarie che hanno colpito le maggiori banche attive nel settore immobiliare sulle quali erano stati effettuati, alla faccia delle liberalizzazioni e della indipendenza dei mercati autentici interventi di salvataggio da parte dei governi.
5.     Ci riferiamo alle banche americane, inglesi e irlandesi. Banche di grandissime dimensioni con il core business orientato ai prestiti a medio termine nel settore immobiliare.
6.     Si era già evidenziato che il tempo necessario per vendere un immobile si era dilatato a dismisura. Qualsiasi impresa che avesse dovuto subire un aumento delle scorte a magazzino dai necessari tre mesi agli attuali 12/15 mesi sarebbe crollata. Avrebbe chiuso gli impianti produttivi, messo in cassa integrazione i dipendenti, ridotti i prezzi di vendita.
7.     I bilanci delle grandi società immobiliari italiane e mondiali ne erano la controprova. La valutazione in borsa è scesa per qualcuno di oltre l’80%.
8.     Le informazioni economiche dal mondo, vedi nostro blog, confermavano il crollo ddi prezzi delle case , viviendas, house, maison ecc.

9.     L’aumento del costo del denaro, ultimo ma non il meno importante, imponeva una riflessione a tutti.

10.   L’abolizione dell’ICI sugli immobili sta inducendo i comuni a trovare nuove risorse finanziarie. La opportunità più facile è quella di autorizzare nuove costruzioni ( sta già avvenendo alla grande ) e di incamerare le tasse o oneri di urbanizzazione. Ciò farà lievitare l’offerta di nuove case mentre la domanda resterà frenata.

11. Il costo delle costruzioni, non superiore, per case non di lusso, agli 800/1.000 euro per metro quadro che garantivano utili , certi fino a quando durano, del 100/300% ai commercianti immobiliari ed ai costruttori.

Oggi, finalmente se n’è accorta anche la TV ed i maggiori quotidiani ne danno timidamente un accenno.

La realtà e che i prezzi sono in forte ribasso , chi deve comprare, ne prenda nota e agisca di conseguenza.

 

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lug 18 2008

Contributi e mutui per acquisto e recupero casa Sardegna – 185

Contributi e mutui per acquisto e recupero casa Sardegna

 

 

 Nel bando di legge per a fondo perduto per la uscito nei giorni scorsi e che scadrà entro fine settembre sono previste per tutti i Sardi ( almeno residenti da 5 anni nell’isola ) a fondo perduto in aiuto a chi deve costruire la .

 
È previsto nel bando, che ha una dotazione cospicua di 25 milioni di euro, che venga dato un contributo di spesa fino ad un massimo del 25% delle spese sostenute e con un tetto massimo di 25.000 euro ( o 20.000 dipende dal reddito famigliare ) .
 
2.1Sono ammissibili a contributo solamente gli interventi i quali, alla data di inoltro della domanda alla non sono ancora pervenuti alla stipula dell’atto pubblico di acquisto.
 
2.3 L’alloggio non deve essere locato né appartenere al patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
La superficie utile abitabile dell’alloggio non può eccedere mq. 143 (Per superficie utile abitabile si intende la superficie di pavimento degli alloggi, misurata al netto dei muri perimetrali e di quelli interni).
 
La superficie non residenziale non può eccedere mq. 57 (Sono da considerare superfici non residenziali quelle relative a: logge, balconi, cantinole, soffitte, volumi tecnici ed altri locali a servizio delle residenze.
 

Per richiedere e agevolati con noi clicca qui

Non sono considerate tali quelle relative agli androni d’ingresso, ai porticati liberi e pilotis, alle scale interne ed alle centrali termiche. E’ consentito inoltre il realizzo di autorimesse o posti – macchina per una superficie di mq. 18 o per una maggiore superficie pari ad un metro quadrato per ogni 10 metri cubi di costruzione).

 
Il contributo è concesso sulla spesa riconosciuta ammissibile dalla entro il limite massimo di € 1.069,36 a mq.
 
Per il calcolo della spesa massima ammissibile si tiene conto della superficie utile aumentata del 60% delle superfici nette non residenziali e delle altre superfici ammesse.

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lug 16 2008

Casa di nuova costruzione :Tutela acquirenti con la polizza postuma – 195

di nuova costruzione :Tutela acquirenti con la polizza postuma

Nuove forme di garanzia per gli acquirenti di immobili da costruire introdotte dalla Legge 210/04 e dal decreto attuativo 122/05 hanno determinato, per gli acquirenti due forme di tutela:
 
la fideiussione a garanzia degli acconti e
 
la polizza postuma a garanzia dei vizi e gravi difetti.
 
Per chiarezza dei termini il ministero con la nota del 27 aprile 2006  ha indicato che la possibilità di sottoscrivere polizze con franchigia o scoperto nel senso che resta a carico del costruttore uno scoperto da calcolarsi in percentuale dell`importo di ogni sinistro ovvero una franchigia in misura fissa.
 
L`assicurato (acquirente dell`immobile) tuttavia dovrà sempre essere risarcito dalla società assicuratrice dell`intera somma, compresi cioè anche gli importi che sarebbero a carico del contraente il quale si obbliga a rimborsare quanto dovuto alla società.
 
Il Ministero ha precisato inoltre che la garanzia si riferisce ai vizi e gravi difetti relativi alle parti strutturali dell`immobile e cioè quelle destinate per loro natura a lunga durata quali murature portanti, pilastri, travi, solai, rampe di scale, solette a sbalzo e quant`altro di simile.
 
In merito, infine, al massimale per la responsabilità civile esso viene individuato nella misura del 50% del costo di costruzione del fabbricato ma, in ogni caso, non potrà risultare inferiore a Euro 500.000,00 e non superiore a Euro 2.500.000,00

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lug 15 2008

Mutui a tasso variabile : verit

 

 

Riportiamo un articolo del mese di luglio 2006


Le informazioni fornite sui   fondiari dal presidente dell’Abi, Maurizio Sella, nella relazione annuale, sono preziose: “Le condizioni molto favorevoli del mercato spingono le famiglie italiane a preferire contratti a tasso variabile: i 4/5 di quelli in essere. Questa quota è ancora più elevata per i nuovi flussi, il 90 per cento dei quali è stato acceso ad un tasso indicizzato a parametri di mercato monetario. Attualmente, il tasso annuo effettivo globale è pari al 3,82 per cento a fronte del 3,95 nell’area euro. Va da sé che ai vantaggi derivanti dal pagamento di rate di importo contenuto si contrappongono i rischi connessi alla possibile futura risalita dei tassi; di ciò le nostre banche rendono consapevoli i mutuatari”.
Due le informazioni:
1) Almeno l’82 – 85 per cento dei in essere è a tasso variabile, la cui entità della rata è cioè soggetta all’andamento di mercato del parametro sottostante (in genere l’euribor).
2) Le banche hanno avvisato del fatto che se i tassi si muovono nel senso di una crescita, i mutuatari con contratti a tasso variabile dovranno sopportare rate crescenti.
Oggi, il tasso di riferimento della Banca Centrale Europea è al 2 per cento.
I tassi medi rilevati da Bankitalia nel primo trimestre dell’anno sono pari al 3,86 per cento, per i a tasso variabile, e del 5,16 per cento per i a .
Gli analisti finanziari ipotizzano tassi in crescita nel lungo periodo.
In queste condizioni, una banca che promuovesse a , sarebbe – secondo i parametri operativi correnti – da interdire.
Ed infatti, il sistema conta oltre l’ 80 per cento di con contratto a tasso variabile.
Ma le banche avvertono: “Va da sé – sostiene il presidente dell’Abi – che ai vantaggi derivanti dal pagamento di rate di importo contenuto si contrappongono i rischi….”[vedi sopra].
Nulla da eccepire ? No, se non fosse per quella qualifica che Sella dà delle rate di un a tasso variabile: “rate di importo contenuto”.
Facciamo due calcoli.
Un di 100.000 euro, a 15 anni, con tasso variabile (3,86 %) comporta una rata mensile pari a 732 euro. Un di pari importo e durata, a (5,16 %) determina una rata di 799 euro ( 67 euro in più del precedente). È commovente sostenere – come fa Sella – che una rata di 732 euro (tasso variabile) è talmente “contenuta” rispetto a quella di 799 (a ) da far trascurare al cliente il rischio di un aumento dei tassi a medio lungo termine.
Alle corte: il bancario chiede: “Con questo tipo di pagherà una rata mensile di 732, e volendo possiamo farlo anche a 25 anni, con rata ulteriormente ridotta; con l’alto, pagherà una rata di 799 euro, e la durata non va oltre i 15 anni. Quale sceglie?“. Voi che cosa scegliereste?

Raccomandazione: invitiamo i futuri mutuatari a stipulare, alle condizioni attuali e con le attuali tendenze,  a .
Ci auguriamo che i tassi di mercato non si muovano verso l’alto, perché metterebbero in difficoltà i titolari di  a tasso variabile. In ogno caso, Sella mette le mani avanti: le banche avevano informato e fin dal 2005.

18/07/2005

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lug 15 2008

CASA: Italia ultima in Ue per risorse stanziate a fasce disagiate – 199

 

 

: Italia ultima in Ue per risorse stanziate a fasce disagiate

 

Un miliardo di persone in tutto il mondo vive il disagio abitativo ed urbano. La precarietà della condizione abitativa ed il consequenziale degrado urbano, anziché diminuire, sono destinati ad una crescita esponenziale, crescita che investe in maniera preoccupante anche il nostro Paese. Appare quindi urgente e necessario che lo Stato attraverso la concertazione dei vari Ministeri, di tutte le Amministrazioni e degli Enti territoriali, affronti le problematiche in questione con una strategia condivisa.

In Italia, ha spiegato il presidente di Ageing society-Ote gli alloggi sociali in affitto sono il 4,3% del totale, e di questi il 23% sono a canone sociale, mentre nel Regno Unito sono rispettivamente il 21% e il 66%, in Olanda il 36% e il 75% e in Francia il 16% e il 41%.

Negli ultimi dieci anni c’é stata una riduzione di un milione di alloggi pubblici a costo sociale.

Oggi lo Iacp ha 600mila domande di alloggio giacenti, con l’ultima cartolarizzazione sono state vendute 103mila case popolari, "favorendo i residenti più abbienti", ha osservato il presidente di Ageing Society, e ne sono state edificate solo alcune centinaia.

Gli alloggi in affitto in Italia, secondo dati Istat-Banca d’Italia, sono 4.213.000, mentre quelli sfitti o le seconde case sono 5.200.000, pari al 20% del totale degli immobili.

Vive in affitto il 36,6% dei cittadini residenti in aree metropolitane con oltre 500mila abitanti, e il 17,3% delle famiglie con un anziano capofamiglia, mentre il 35,4% degli anziani destina oltre il 40% del proprio reddito al pagamento dell’affitto.

Si stima che 1,2 milioni di nuclei familiari patisca il disagio abitativo a causa di barriere architettoniche domestiche o condominiali. Inoltre, sono cresciute sensibilmente le spese per la (affitto, utenze, manutenzione e condominio) dal 2000 al 2007.

Secondo l’Istat, si è passati dal canone medio mensile di circa 500mila lire e da una rata media di / di 650mila lire del 2000 ad una spesa media mensile per la di 1.880 euro e una rata media di di 850 euro. ".

L’emergenza investe in maniera drammatica soprattutto giovani, anziani e disabili.

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lug 15 2008

Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici – 205

Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’ e i servizi energetici

 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’ atteso decreto che attua nel nostro ordinamento la direttiva 2006/32/Ce sull’efficienza degli usi finali dell’ e i servizi energetici. Il provvedimento intende contribuire al miglioramento della sicurezza dell’approvvigionamento energetico e alla tutela dell’ambiente.

Il decreto è scaricabile su http://www.guritel.it/icons/freepdf/SGFREE/2008/07/04/SG155.pdf

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lug 14 2008

Silicio addio benvenuti mirtilli – 192

Silicio addio, benvenuti mirtilli.

Potrebbe essere questo il futuro dei pannelli fotovoltaici, la cui componente basilare, il silicio, è assai scarsa – il che sostituisce uno dei principali fattori limite dello sviluppo del fotovoltaico su scala mondiale -e potrebbe essere sostituita, in un futuro non troppo lontano, dal succo dei frutti di bosco.

Attualmente sono molte le tipologie di celle solari a disposizione, le più comuni quelle al silicio, ma, l’alto costo di produzione dei pannelli al silicio, compreso l’approvvigionamento di materie prime e la fabbricazione di celle, non rendono ancora competitiva l’ solare”.

Proprio in questo ambito il progettoche si propone di sostituire le celle fotovoltaiche in silicio con celle solari composte da materiali organici, in particolare il pigmento di frutti di bosco che è quello in grado di assorbire la luce nel modo più semplice.

La carica elettrica fotogenerata, al termine dei vari passaggi, può infatti funzionare come una batteria.

Il pannello solare, cioè il fotovoltaico, si basa proprio sulla congiunzione tra due materiali che sono semiconduttori che permettono il flusso della corrente.

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lug 14 2008

Mutui prima Casa: le nuove misure previste in Alto Adige – 204

prima : le nuove misure previste in Alto Adige

 

Una privilegiata che darà non solo ai poveri ma anche ai ricchi.
Le risorse da dove vengono ? Dalla capacità di risparmiare sulle spese, dagli introiti fiscali … ma mentre il resto del paese non è in grado di finanziare interventi a sostegno delle persone e delle famiglie, anche in regioni ricche come l’Emilia, il Veneto e la Toscana ecc… in Alto Adige si mettono a disposizione 38.000 euro a fondo perduto per famiglie con un reddito “agiato” di 50.000 euro netti annui.
Pensate ai numeri eccellenti per chi vive in Alto Adige e agli ulteriori miglioramenti previsti.
Tutti gli anni la Provincia investe 230 milioni € nell’edilizia abitativa.
Negli ultimi 10 anni sono state finanziate quasi 25mila domande di agevolazione.
Una delle modifiche introdotte riguarda la possibilità anche per i cittadini extra comunitari di ottenere le agevolazioni edilizie.
Sarà necessaria unicamente la residenza da almeno 5 anni con un’attività lavorativa in maniera continuata.
Verrà poi elevata la fascia di reddito di coloro che avranno diritto alle agevolazioni e sarà applicabile a chi ha un reddito netto tra i 37.200 e i 50mila €:  ergo anche costoro possono ottenere un contributo a fondo perduto. 
Previsto misure speciali per le giovani coppie: verrà considerata – come base ai fini dell’accesso all’agevolazione edilizia – soltanto la metà del reddito complessivo.
Grazie a questo una coppia con reddito di circa 50mila € e potrà ottenere un contributo a fondo perduto di 38mila €, mentre a tutt’oggi il contributo è di 26mila €.
È stato inoltre definito un piano straordinario per la creazione di altri 3mila alloggi, per un investimento di 300 milioni € che soddisferà buona parte delle richieste di edilizia popolare esistenti.
Questo è marketing territoriale : Vado a vivere in Alto Adige e tra cinque anni sono a posto.

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