Anche i mezzi Tv e di stampa registrano
lo sboom immobiliare

Sono oramai due anni che per tutti i segnali di crisi nelle vendite degli immobili, in tutto il mondo occidentale, apparivano chiari e netti.
Le bolle speculative avevano fatto i loro corso e nell’ordine erano scoppiati i segnali di crisi dei grandi player del mercato : le banche e le grandi società immobiliari.
Sì perché su un fronte di mercato frazionato in milioni di proprietari l’onda della crisi arriva molto tempo dopo.
I segnali della crisi erano più d’uno e tutti coerenti. In ordine casuale:
1. La riduzione delle vendite immobiliari in USA, UK, Spagna; Irlanda erano drammatiche.
2. La crisi dei mutui sub prime in USA.
3. L’inflazione in aumento per il rincaro dei prezzi in Europa e Usa, stranamente senza che i prezzi degli immobili aumentassero in maniera esponenziale di conseguenza. L’immobile è di norma il porto sicuro dove ormeggiare le proprietà in situazioni di crisi.
4. Le difficoltà finanziarie che hanno colpito le maggiori banche attive nel settore immobiliare sulle quali erano stati effettuati, alla faccia delle liberalizzazioni e della indipendenza dei mercati autentici interventi di salvataggio da parte dei governi.
5. Ci riferiamo alle banche americane, inglesi e irlandesi. Banche di grandissime dimensioni con il core business orientato ai prestiti a medio termine nel settore immobiliare.
6. Si era già evidenziato che il tempo necessario per vendere un immobile si era dilatato a dismisura. Qualsiasi impresa che avesse dovuto subire un aumento delle scorte a magazzino dai necessari tre mesi agli attuali 12/15 mesi sarebbe crollata. Avrebbe chiuso gli impianti produttivi, messo in cassa integrazione i dipendenti, ridotti i prezzi di vendita.
7. I bilanci delle grandi società immobiliari italiane e mondiali ne erano la controprova. La valutazione in borsa è scesa per qualcuno di oltre l’80%.
8. Le informazioni economiche dal mondo, vedi nostro blog, confermavano il crollo ddi prezzi delle case , viviendas, house, maison ecc.
9. L’aumento del costo del denaro, ultimo ma non il meno importante, imponeva una riflessione a tutti.
10. L’abolizione dell’ICI sugli immobili sta inducendo i comuni a trovare nuove risorse finanziarie. La opportunità più facile è quella di autorizzare nuove costruzioni ( sta già avvenendo alla grande ) e di incamerare le tasse o oneri di urbanizzazione. Ciò farà lievitare l’offerta di nuove case mentre la domanda resterà frenata.
11. Il costo delle costruzioni, non superiore, per case non di lusso, agli 800/1.000 euro per metro quadro che garantivano utili , certi fino a quando durano, del 100/300% ai commercianti immobiliari ed ai costruttori.
Oggi, finalmente se n’è accorta anche la TV ed i maggiori quotidiani ne danno timidamente un accenno.
La realtà e che i prezzi sono in forte ribasso , chi deve comprare, ne prenda nota e agisca di conseguenza.
Tag:
Casa,
mutui